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Oggi ultimo saluto a Gaia e Camilla: durissime le parole del parroco durante l’omelia

Un lungo applauso, con in sottofondo le note suonate dal vivo delle canzoni “A te” di Jovanotti e “Ti voglio bene” di Tiziano Ferro, ha accompagnato l’uscita delle bare bianche di Gaia Von Freymann e Camilla Romagnoli, le due ragazze travolte a Roma da Pietro Genovese, al termine dei funerali nella parrocchia del Preziosissimo Sangue di Nostro Signore. Durissimo il parroco nell’omelia: “Il senso della vita è guidare sbronzo?”, questo quanto riportato da TgCom24 ed evidenziate da Linkabile.it:

“Camilla – ha raccontato il sacerdote – aveva chiesto pochi giorni fa a pranzo con i genitori e la sorella Giorgia cosa fosse il senso della vita. Quando ti metti a guidare sbronzo o fatto è questa la vita? Mandarla in fumo? In fondo ci sentiamo onnipotenti e poi non riusciamo a seguire le regole base della convivenza”. Da giorni, ha proseguito il parroco, “ci chiediamo il perché. Ci interroghiamo sull’insensatezza di quanto accaduto. Brancoliamo nel buio. Ecco, quello di oggi è il grande abbraccio che diamo ai genitori di Gaia e Camilla, in questa ora così buia”.

Il gip: “Genovese incline a guidare ubriaco”Intanto il gip di Roma, Bernadette Nicotra, nelle motivazioni dell’ordinanza che chiede l’arresto per Pietro Genovese, è durissimo: il giovane, secondo il magistrato, “è solito condurre veicoli dopo aver assunto sostanze alcoliche se non anche stupefacenti e non rispettare le norme del codice della strada. Le precedenti contestazione e provvedimenti amministrativi non hanno avuto alcun effetto deterrente: il Genovese  si è messo alla guida dell’autovettura nonostante avesse assunto bevande alcoliche e nonostante in passato gli fosse già stata ritirata la patente di guida per violazioni al codice della strada”.

“Non dimostrata guida sotto effetto droga” Le tracce di droghe trovate nel sangue, però, non dimostrano che Pietro Genovese la notte tra sabato e domenica fosse alla guida sotto effetto di quelle sostanze. Lo scrive ancora il gip escludendo  per il momento l’aggravante dell’alterazione psicofisica dovuta all’uso di sostanze stupefacenti. Per il giudice “le sostanze stupefacenti riscontrate, sebbene presenti, ben potevano essere state assunte dal Genovese in epoca precedente”.

“Ragazze incaute e spericolate” Al tempo stesso, però, il gip non risparmia critiche alle due vittime per la loro “condotta vietata, incautamente spericolata, così concorrendo alla causazione del sinistro mortale”. Infatti, “alla luce di quanto accertato in questa prima fase le due ragazze, in ora notturna, in zona scarsamente illuminata e con pioggia in atto” hanno “attraversato la carreggiata, scavalcando il guard rail, nel momento in cui il semaforo era fermo sulla luce rossa per i pedoni”.

La madre di Gaia alla veglia: “Genovese ai domiciliari? Meritava di più” Per tutta la notte prima dei funerali, gli amici e i parenti delle ragazze si sono stretti attorno ai genitori durante una veglia in parrocchia. La madre di Gaia, Gabriella, ha detto che in tutti questi giorni la famiglia dell’investitore non si è mai fatta viva: “Ma va bene così, quel ragazzo rimane un disperato.  Gli hanno dato i domiciliari? Meritava sicuramente qualcosa di più, ci ha portato via due angeli”. “La verità – ha aggiunto Marino Romagnoli, papà di Camilla – è che Camilla aveva ancora tanto da darmi e invece adesso siamo ridotti così, non m’importa niente lui (Pietro Genovese, ndr), il mio cuore è tutto con Camilla e con Gaia, cosa posso dire? La giustizia va avanti…”,

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