Officina delle idee

Presentato “Il Capocella” di Vincenzo Russo. “C’è bisogno di offrire a tutti gli uomini le stesse opportunità”

“Un uomo che sbaglia va limitato della propria libertà, non della sua dignità”. È stato questo il leitmotiv che ha fatto da cornice all’evento di venerdì 11 maggio, organizzato dalla testata giornalistica Mar dei Sargassi (www.mardeisargassi.it) e l’Associazione Culturale “L’Anguilla” presso lo Slash art/msic nel cuore storico della città di Napoli. Una serata, quella promossa dai ragazzi coordinati dal Presidente Flavia Fedele, che ha visto la presentazione del libro di Vincenzo Russo, “Il Capocella”, edito da Homo Scrivens, impreziosita dalla partecipazione di Samuele Ciambriello – garante campano dei detenuti -, Vincenzo Villarosa – sociologo e scrittore, e Carmela Esposito – Associazione Gioco di squadra -.
In una bella e folta cornice di pubblico, i protagonisti hanno affrontato il tema delle carceri nel nostro Paese, puntando i riflettori non solo sugli aspetti legislativi in materia o sulle carenze di strutture e servizi ai detenuti, ma anche su tutte quelle prospettive umane e, perché no, sentimentali, di cui il romanzo di Vincenzo Russo è pregno.
Pagine, quelle dell’autore napoletano, che raccontano una realtà magari non sempre fedele nella ricostruzione dei fatti accaduti all’interno di un edificio penitenziario, ma certamente precisa per ciò che riguarda il vivere quotidiano di quanti coloro scontano una pena, privati di ogni cosa, dalla libertà, ai propri affetti, fino, appunto, alla propria dignità. Tra le righe de “Il Capocella” si rispolverano i temi della differenza tra la legge nominale e la giustizia reale, purtroppo ancora troppo distanti, della solidarietà e recupero di un individuo, ancora oggi nelle mani soltanto di volontari e associazioni, come ben hanno rimarcato Ciambriello ed Esposito.
Non è mistero, infatti, che una volta varcati i cancelli di una prigione, un uomo venga spogliato persino della speranza, e il dato di chi, una volta fuori, torna a delinquere (80% tra gli uomini) ne è la triste fotografia.
“Dare a tutti le stesse opportunità, dentro ma soprattutto fuori, dopo, durante, ma in particolare modo prima.” Ha sottolineato il garante dei diritti dei detenuti. “Esistono ancora quartieri senza una scuola, dove lo Stato resta fuori, e nessuno crea alternativa alla malavita. Allo stesso modo, alle sole cooperative sono affidati i programmi di reinserimento, di avviamento al lavoro, e chi ne beneficia sono in pochissimi. Così, dopo il periodo di detenzione, un individuo resta spesso marchiato a vita.”
A Vincenzo Russo, l’autore, va riconosciuta la straordinaria capacità di raccontare senza giudicare, di aprire una finestra su spaccati di autentica esistenza creando nel lettore quel giusto coinvolgimento emotivo che lo porta ad interrogarsi, a informarsi, a rendersi complice non più del malfatto ma del cambiamento che tutti ancora aspettano, dai carcerati ai loro familiari, dalle associazioni ai cittadini tutti.
“Il Capocella” ha già raggiunto i detenuti del carcere di Poggioreale e, a giorni, verrà sfogliato anche nell’istituto di Secondigliano, prima di essere discusso proprio con l’autore e gli organizzatori della riuscita serata. La cultura, la letteratura, ancora una volta, si fanno portatrici di un messaggio che guarda al domani nella luce di un nuovo giorno, di un nuovo destino.

Alessandro Campaiola

Potrebbe piacerti...