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Dal giuramento alla campanella. Un nuovo Governo ambientalista ma ricordando le tradizioni

“Giuro di essere fedele alla Repubblica e di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell’interesse esclusivo della Nazione”.  Così, Draghi e il suo entourage di ministri hanno giurato al Quirinale nelle mani del presidente del Consiglio, Sergio Mattarella dando vita ad una nuova “era” per lo Stato Italiano.  Giuseppe Conte ha passato,  la campanella a Mario Draghi, nella tradizionale cerimonia che segna il passaggio di consegne. Con il passaggio della campanella il nuovo presidente del Consiglio si insedia ufficialmente alla guida del governo.

Il Cdm, che è iniziato in anticipo rispetto alla convocazione prevista alle 14, ufficializza la nomina del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Roberto Garofoli.

Il presidente del Consiglio Mario Draghi ha aperto il cdm con un discorso sulle priorità dell’Esecutivo partendo da un presupposto – raccontano diversi partecipanti alla riunione – che una di queste priorità sarà quella di “mettere in sicurezza il paese”, anche grazie al lavoro di una squadra Coesa e senza “interessi di parte”.  “Il nostro sarà un governo ambientalista”, ha ancora detto il premier.

Molti i politici, tante le conferme. Ma ai tecnici vanno tutti i ministeri chiave. La nuova squadra di ministri, che registra anche un terzo di donne, è formata e dà spazio a tutti i partiti dell’ampia maggioranza che sostiene l’esecutivo, con – appunto – figure di fiducia del premier in dicasteri chiave. Il premier sale al Colle alle 19 e dopo quaranta minuti di colloquio con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella scioglie la riserva. Come le regole vogliono, poi esce dallo studio del capo dello Stato e legge i 23 nomi. Asciutto nello stile, non aggiunge alcun commento davanti alle telecamere. Solo lasciando il Quirinale si lascia andare per un attimo: “In bocca al lupo”.

Se dovessimo guardarci per un attimo indietro potremmo sicuramente renderci conto che “Rammarichi” non ce ne sono come ha detto Giuseppe Conte in un’intervista. Prova di ciò è stato il lungo, fragoroso applauso che ha salutato Giuseppe Conte a Palazzo Chigi. Dopo il passaggio della campanella con Mario Draghi Conte è stato salutato dal picchetto d’onore nel cortile di Palazzo Chigi, dove si è recato assieme alla compagna Olivia Paladino, e lì i funzionari e dipendenti della presidenza del Consiglio, affacciati alle finestre, hanno omaggiato il premier uscente con un lungo applauso, al quale Conte ha risposto con un gesto di ringraziamento.

Un mandato che è terminato con massimo riserbo e non meno importante il ringraziamento anche dal “popolo” che ha salutato il premier intonando “Conte, Conte, Conte!”.

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