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Dove nascono le mele Pink Lady

Sembra di stare in mezzo a una distesa di piccoli alberi di Natale, e invece ci troviamo in un meleto Pink Lady® in Trentino Alto Adige. Le mele, con il loro caratteristico colore rosso rosato e la buccia lucida, sembrano decorare a festa gli alberi e creano un colpo d’occhio che lascia senza parole. Incontriamo Brigitte, proprietaria dell’azienda agricola insieme al marito Paul Zelger, e ci lasciamo guidare alla scoperta di questo luogo incantato. Una volta qui era tutta palude e si coltivava soltanto frumento. Oggi invece i terreni sono dedicati a una frutticoltura integrata e attenta alla biodiversità, per preservare la Terra e lavorare in armonia con la natura – mai contro di lei. Tra voli di api e uccellini, si coltivano diverse varietà di frutta tra cui la mela Pink Lady®, dolce al punto giusto, succosa e profumata. Nata nel 1973 dall’incrocio di una Golden Delicious con una Lady Williams, oggi è al centro di una filiera associativa che riunisce 2600 produttori e rappresenta una sfida (vinta) unica nel suo settore. Si basa infatti su un modello economico virtuoso attento all’ambiente e alle persone coinvolte, in cui l’interesse di ogni singolo produttore si allinea all’interesse generale della filiera trovandone reciproco vantaggio.

meleto pink lady trentino alto adige
Attenta a preservare la Natura e il tessuto sociale, Pink Lady® ha uno sguardo fortemente orientato al futuro e, quando si tratta di accogliere nuovi frutticoltori, viene data la precedenza ai giovani agricoltori che desiderano insediarsi. In un contesto prevalentemente maschile, è anche una filiera che incoraggia l’imprenditoria femminile.
“Le donne hanno un ruolo importante, sanno dare più valore all’ambiente, alla natura e alla salute della famiglia. Nelle aziende agricole in cui non ci sono donne, la mancanza si vede subito” ci racconta Brigitte, facendo riferimento a quelle attenzioni tipicamente femminili che in un frutteto Pink Lady® possono fare la differenza. La maturazione lenta e delicata di queste mele, infatti, richiede uno specifico know-how e un lavoro particolarmente attento e di precisione. La colorazione della buccia, la circonferenza e la forma tondeggiante sono solo alcuni dei tanti parametri da osservare per essere certi di coglierle al momento giusto, facendo da 3 a 5 passaggi nel frutteto per portare a termine il raccolto. Sono anche le prime a fiorire e le ultime a essere raccolte, restando sull’albero ben sette mesi per sviluppare la loro piena ricchezza aromatica. “…ma noi donne sappiamo aspettare anche nove mesi la gioia di vedere finalmente il nostro bambino, per cui siamo preparate all’attesa” dice ridendo Brigitte.

La formazione è il primo requisito per lavorare in questo settore. “È fondamentale frequentare la giusta scuola professionale prima di intraprendere un lavoro come questo” conferma Brigitte, ma non basta. “Ci vuole passione per la natura e per il lavoro all’aria aperta. Si lavora con qualcosa di vivo, che regala tante soddisfazioni: già in primavera, con il sole e le prime fioriture, da un’energia senza uguali. Ma bisogna anche essere preparate a metterci il massimo impegno, tutto l’anno e 7 giorni su 7, perché la natura non si mette in pausa!”.

Il rispetto per la Terra è un valore fondamentale nella filiera Pink Lady®, e si traduce in tante buone pratiche di sostenibilità messe in atto quotidianamente nella coltivazione delle mele. A partire dalla difesa delle risorse naturali. “Noi utilizziamo l’irrigazione a goccia per non sprecare acqua preziosa, così ne risparmiamo circa il 50% rispetto ad altri metodi”.

Le api sono preziose per Pink Lady® che dal 2018 ha creato uno specifico programma “Bee Pink” per la loro salvaguardia. “Abbiamo un buonissimo rapporto con un apicoltore della zona, che in primavera porta le api qui nel nostro campo – racconta Brigitte – Naturalmente non utilizziamo alcun prodotto che possa essere dannoso per le api, che consideriamo preziose”. La collaborazione è vantaggiosa per tutti, poiché garantisce la salute dell’alveare e un miglior processo di impollinazione: così si salvaguardano le api e lo sviluppo ottimale della mela.

Per preservare gli equilibri naturali e la biodiversità, si applicano i principi della frutticoltura integrata. Per prevenire eventuali attacchi di insetti nocivi, si privilegiano metodi di difesa naturali basati sulla conoscenza e l’osservazione del proprio frutteto da parte dell’agricoltore. Quando serve, si posizionano dei buffer che diffondono feromoni per ostacolare la riproduzione della carpocapsa, il principale parassita della mela, ma anche nidi artificiali per ospitare uccelli che sono predatori naturali di questi parassiti.

strudel di mele pink lady

Il risultato di tutte queste attenzioni è una mela dalle caratteristiche inconfondibili, golosa e croccante. Come valorizzarla al meglio? Oltre a gustarla fresca, può essere utilizzata per preparare risotti, in mousse abbinata alla selvaggina, in chutney abbinata a cipolla o formaggi, e naturalmente strudel di mele, con un ripieno in cui la varietà Pink Lady® è protagonista, racchiusa in una soffice pasta frolla che si scioglie in bocca. Già, perché qui la vera ricetta dello strudel è quella con la frolla! Il segreto per prepararlo a regola d’arte? Burro di montagna a volontà e… il resto è una ricetta di famiglia segretissima.

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