Cultura

Fausto Mesolella, la presentazione del “vinile”, l’ ultimo album registrato prima della morte.

l cd è appena uscito (anche su Spotify), il vinile – e che vinile – dovrebbe essere pronto per mercoledì 6 settembre, quando il viaggio di «Taxidi» terminerà da dove è partito, o forse dipende dal punto di vista. Quel giorno, anzi quella sera, nella cattedrale di Casertavecchia, al termine di «Settembre al borgo», sarà presentato l’album postumo di Fausto Mesolella, registrato tra la fine del 2016 e l’inizio del 2017.

Il discografico , Giulio Cesare Ricci,  ricorda Mesolella così : «Proprio la mattina del 30 marzo, poche ore prima della sua improvvisa morte, ci eravamo sentiti al telefono e gli avevo chiesto il permesso di andare in stampa». «Ormai avevamo tutto pronto, dai master alla copertina, ma mai avrei pensato che questo disco fosse il suo testamento, che non avrei mai sentito più la sua voce».

«Si era innamorato di una delle mie produzioni», continua il discografico, «registrate con il trio del sassofonista americano Scott Henderson nella cantina di un palazzo medievale di Certaldo alta, in Toscana, nei luoghi che furono del Boccaccio. Siamo tornati in quello spazio dal suono emozionante, per registrare la sua chitarra, i suoi loop, cazzabuboli li chiamavo io, ma anche quella cantina, il suo suono, il suo silenzio. Gli ho chiesto di suonare libero, pensando alla durata di una facciata di un lp, che non può durare più di venti minuti».

«Taxidi», viaggio in greco: l’idea del titolo è venuta fuori negli studi televisivi di Red Ronnie, a lui molto vicino negli ultimi tempi. Un viaggio-autoritratto, un testamento-consuntivo di una carriera. Mesolella amava la sua sei corde acustica, da cui estraeva suoni delicati come i più grandi musicoterapeuti, da Atahualpa Yupanqui a John Fahey e Marcel Dadi. E nella conclusiva «Suite n.2» il supremo tandem Di Giacomo/Costa di «Era de maggio» si (con)fonde con Jobim («Samba di una nota») e Rota («Ai giochi addio»), raffinando un lungo work in progress, un lavoro di sottrazione, capace di usare i vuoti piuttosto che riempire con l’ennesimo assolo. Arpeggi sconfinano nel blues, ritmo e melodia copulano come amanti infedeli ma consueti, le armonie si aprono in esplorazioni/improvvisazioni, una pizzica ricorda che in principio era la musica popolare, che alla fine è la musica popolare.

496 le copie numerate del vinile, come di tradizione per la Phoné, che arriveranno sul mercato, stesso numero del cd «dorato» – insieme più bello, «sonoro» e duraturo – approntato per l’occasione, mentre il super audio cd «di battaglia» sarà disponibile in quantitativi più numerosi.

L’anteprima casertana sarà ripresa dalla telecamera di Luigi Scaglione, che girerà un docufilm su «Settembre al borgo».

Potrebbe piacerti...